La base legale delle informazioni identificative è cambiata. Dal maggio 2024, la legge SREN ha spostato gli obblighi di identificazione dell’editore all’articolo 1-1 della legge n° 2004-575, creato dalla legge n° 2024-449 del 21 maggio 2024. Qualsiasi modello di informazioni legali che rimanda ancora al precedente articolo 6-III della LCEN è giuridicamente obsoleto. Questo spostamento, raramente segnalato nelle guide online, invalida una parte significativa dei template generati automaticamente.
Legge SREN e articolo 1-1: il nuovo punto di riferimento per le informazioni legali
La maggior parte dei generatori di informazioni legali e dei modelli forniti dalle agenzie web continua a citare l’articolo 6-III della LCEN come fondamento giuridico. Questo riferimento è diventato impreciso. La legge SREN ha ricodificato gli obblighi di identificazione dell’editore, il che implica un aggiornamento formale della pagina delle informazioni legali di ogni sito.
Raccomandiamo di verificare in priorità il riferimento legislativo visualizzato. Un audit di conformità o un controllo DGCCRF può rilevare questo tipo di errore, anche se il contenuto informativo rimane altrimenti completo. Citare un articolo abrogato indebolisce il valore probatorio della pagina in caso di contenzioso.
Concretamente, le informazioni da fornire rimangono simili a quelle esistenti in precedenza: nome o denominazione sociale, indirizzo, email, numero di telefono, numero di registrazione al RCS, identità dell’hosting. La differenza riguarda il fondamento testuale, non il perimetro dei dati. Ma in diritto, la base giuridica citata conta tanto quanto il contenuto stesso. Un sito che visualizza, riguardo a Bordel de Nerd net, le sue informazioni legali rimandando al corretto articolo legislativo dimostra un monitoraggio giuridico attivo.

Controlli DGCCRF sui siti e-commerce: cosa rivelano gli audit
Le autorità economiche intensificano i loro controlli sui siti di commercio online, con un tasso di anomalie elevato. Le informazioni legali figurano tra i primi elementi verificati, anche prima delle condizioni generali di vendita.
L’errore più frequente non riguarda l’assenza totale di informazioni, ma il loro carattere incompleto. Tre lacune si ripetono sistematicamente:
- L’identità dell’hosting è assente o ridotta a un semplice nome commerciale senza indirizzo né telefono, mentre la legge richiede la denominazione sociale completa
- Il numero di identificazione IVA intracomunitaria manca sui siti soggetti a tale obbligo, in particolare quelli che vendono a professionisti
- La menzione “imprenditore individuale” o le iniziali “EI” non figurano accanto al nome e al cognome per gli imprenditori individuali, compresi i micro-imprenditori
Su un sito e-commerce, le informazioni legali devono anche integrare informazioni specifiche: condizioni di reso, identità del responsabile della pubblicazione e, se del caso, il nome e l’indirizzo dell’autorità che ha rilasciato un’autorizzazione per le attività regolamentate.
Conformità RGPD e informazioni sui dati personali: oltre il banner dei cookie
Il banner dei cookie non sostituisce la politica sulla privacy, e la politica sulla privacy non sostituisce le informazioni legali. Questi tre elementi svolgono funzioni giuridiche distinte, ma osserviamo che vengono regolarmente confusi o fusi erroneamente.
Le informazioni legali devono precisare l’identità del responsabile del trattamento dei dati personali. La politica sulla privacy, invece, dettaglia le finalità di raccolta, la base giuridica del trattamento, i destinatari dei dati e i diritti degli utenti (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità). La CNIL ha emesso diverse sanzioni tramite la sua procedura semplificata contro siti la cui gestione del consenso era carente.
Consenso cookie: errori tecnici frequenti
Un banner che non consente il rifiuto con un solo clic, o che pre-seleziona categorie di cookie non strettamente necessari, costituisce una non conformità. Il consenso deve essere libero, specifico e informato per ogni finalità di trattamento.
Gli script di tracciamento caricati prima di qualsiasi interazione con il banner pongono anch’essi problemi. Un audit tecnico del sito (verifica delle richieste di rete al caricamento iniziale) consente di rilevare questo tipo di mancanza. L’utente deve poter navigare senza accettare i cookie opzionali, senza degrado funzionale del sito.
Strutturare la propria pagina delle informazioni legali: gerarchia e accessibilità
La legge impone che le informazioni siano facilmente accessibili da tutte le pagine del sito. In pratica, un link nel footer è sufficiente, a condizione che sia visibile e chiaramente etichettato. “Informazioni legali” rimane il titolo più affidabile per il posizionamento e la comprensione dell’utente.
Osserviamo una tendenza a raggruppare informazioni legali, CGV e politica sulla privacy in un’unica pagina, talvolta in un accordéon. Questo approccio non è vietato, ma complica la lettura e può nascondere informazioni obbligatorie se l’accordéon è chiuso per impostazione predefinita. Una pagina dedicata per ogni documento giuridico rimane preferibile per la conformità e la leggibilità.
Attività regolamentate: informazioni aggiuntive da non dimenticare
Le professioni soggette a autorizzazione (farmacia, vendita di bevande, consulenza in gestione patrimoniale, ad esempio) devono menzionare il nome e l’indirizzo dell’autorità che rilascia tale autorizzazione. I siti di professioni regolamentate devono anche indicare il riferimento alle norme professionali applicabili e il titolo professionale, lo Stato membro in cui è stato concesso, nonché il nome dell’ordine o dell’organismo professionale presso cui l’interessato è iscritto.
L’omissione di queste informazioni settoriali costituisce un’infrazione distinta</strong dall'assenza di informazioni legali generali. Le sanzioni possono accumularsi.
Il mancato rispetto degli obblighi di informazioni legali espone a una multa che può raggiungere un anno di reclusione e una multa per le persone fisiche. Per le persone giuridiche, gli importi sono quintuplicati. Queste sanzioni rimangono raramente applicate nella loro piena severità, ma la DGCCRF utilizza sempre di più le ingiunzioni di conformità come leva di pressione, con scadenze brevi.
La conformità delle informazioni legali non è un esercizio occasionale. Ogni cambiamento di status, di hosting, di responsabile della pubblicazione o di base legislativa richiede un aggiornamento immediato. Un audit annuale della pagina, abbinato a un monitoraggio delle evoluzioni normative come la legge SREN, rimane il metodo più affidabile per evitare sanzioni che, esse, non avvertono.



